Il concetto di Identità Sonora

L’identità sonora o ISO, è l’insieme infinito delle energie sonoro-acustiche appartenenti ad ogni individuo; energie che ci caratterizzano e ci rendono unici

 

Il concetto di identità sonora è uno dei principi cardine dell’elaborazione teorica del modello Benenzon, ideato appunto dal prof. Rolando Benenzon: una delle massime autorità mondiali nel campo della musicoterapia.

 

Se ogni individuo è unico e irripetibile in ogni suo aspetto, questo vale anche per il suo “carattere sonoro”; ognuno di noi è contraddistinto da specifiche caratteristiche e peculiarità sonore, insomma è come se le persone portassero con sé una vera e propria “impronta sonora”.

 

 

Una delle definizioni ufficiali di ISO è quella di: “Insieme infinito di energie sonore, acustiche e di movimento che appartengono ad un individuo e che lo caratterizzano”.

 

Entrando maggiormente nel dettaglio, questa contiene i modelli sonori ereditati ontogeneticamente e filogeneticamente: dai suoni intrauterini come il battito cardiaco, il respiro e così via, fino a fenomeni sonoro-musicali che diventano universali nel tempo come la scala pentatonica utilizzata nelle ninne nanne di tutto il mondo.

 

 

La formazione dell’ISO avviene in ogni individuo secondo una logica definita, ma le dinamiche mentali interne ad ognuno generano infiniti percorsi ed esiti particolari e specifici.

 

Le caratteristiche dell’ISO sono:

·  Quella di essere un nucleo energetico plastico, ovvero soggetto a continui                            ampliamenti e rimodellamenti nel tempo

 

·  Il fatto di risiedere nell’inconscio

 

· Avere sede nella memoria non verbale

 

 

Si individuano 5 tipi di identità sonora: universale, gestaltica, culturale, complementare e gruppale.

 

L’ISO universale: è quella tipologia d’identità sonora che fa parte di tutti gli esseri umani, aldilà del contesto storico culturale e sociale. 

È costituita dal battito cardiaco; dai rumori intestinali; dal movimento del liquido amniotico (riconducibile a quello dell’acqua); dal suono del respiro; dal ritmo del camminare; dal flusso sanguigno etc..

L’ISO universale è formato da tutte quelle energie sonore che vengono tramandate da millenni da persona a persona.

 

L’ISO Gestaltico: questa identità poggia le sue basi sull’ iso universale ma se ne distacca dando inizio all’individualità del soggetto.

Già con la comparsa dell’embrione e il suo divenire in feto, ha inizio questo processo di percezione multisensoriale dove vengono percepiti una pressochè infinita gamma di suoni: melodie; voci; rumori; movimenti; cambi di gravità etc..

Questa sterminata gamma d’informazioni non verbali che costituiscono una sorta di comunicazione analogica andrà a “depositarsi” nell’inconscio, creando così materiale sonoro che costituirà la memoria non verbale.

 

L’ISO culturale: è costituita dall’insieme delle informazioni sonoro-musicali che il bambino recepisce dal momento della nascita, quindi l’identità sonora propria della comunità in cui il piccolo è inserito: frammenti melodici; voci dei genitori e dei parenti etc..

 

L’ISO complementare: ovvero l’insieme di piccole modifiche attuate ogni giorno sotto l’effetto di circostanze ambientali e dinamiche, o anche i cambiamenti che avvengono durante le sedute di musicoterapia.

 

L’ISO gruppale: questa identità compare successivamente e si collega allo schema sociale nel quale l’individuo si trova, è legato al lavoro continuo nel tempo e all’identità creativa del gruppo nel quale il soggetto si trova ad operare.

L’iso di gruppo è scandito da una logica determinata di forme, ritmi e sequenze che lo caratterizzano.

 

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