Musica sciamanica: il ruolo della musica e l’importanza del tamburo nei riti estatici e di trance

sciamani, musica, spiritualità

Che ruolo ha la musica nei riti degli sciamani? Perché le percussioni erano considerate sacre? Come faceva la musica a curare? Proviamo a dare qualche spiegazione a questo rito ancestrale

La figura dello sciamano è antichissima ed è stata presente in tutte le culture del mondo.

In alcune civiltà come quelle occidentali industrializzate è stata cancellata in favore di un’ottica più “razionale” e scientifica, ma in altre parti del mondo è ancora viva e fortemente radicata nella comunità.

 

Il ruolo dello sciamano è quello dello stregone, del guaritore, del veggente.

Le persone singolarmente e le comunità tutte, gli si rivolgevano per risolvere i propri problemi fisici, spirituali e per avere responsi sul futuro, nonché per sciogliere i nodi del passato, luogo oramai inaccessibile agli uomini comuni.

 

Non tutti sanno che esistevano anche le sciamane, ma nella letteratura di settore si evince come queste avessero un ruolo minore e un minor campo d’azione rispetto ai maschi.

Lo sciamano lavorava per guarire le persone mediante il ripristino di energie benefiche e vitali, e l’estrazione di quelle negative.

 

Nell’ottica dello sciamanesimo la malattia aveva generalmente due cause:

La prima era la malattia o la perdita dell’anima, la seconda era l’intrusione di qualcosa o qualcuno nel corpo dell’individuo.

 

Questo è importante ai fini della comprensione del rito poiché i conflitti vengono risolti all’interno di una dimensione extracorporea.

(Ovviamente senza eccessive generalizzazioni riguardo gli “interventi”)

La musica nel rito sciamanico e il ruolo del tamburo

La musica ha un ruolo fondamentale. È impossibile concepire una seduta sciamanica senza di essa.

 

Non in tutte le società sciamaniche però la musica ha lo stesso ruolo, in alcune è predominante, in altre funge solo da accompagnamento al rituale.

Diversi sono gli strumenti utilizzati: dalle maracas ai sonagli da mettere alle caviglie, dal flauto ai vari idiofoni.

 

Uno strumento però ha un ruolo fondamentale: il tamburo.

A questo vengono attribuiti poteri magici come la capacità di portare lo sciamano nel mondo dell’aldilà e la facoltà di catturare gli spiriti. Il tamburo viene associato alla terra, alla luna, alla fertilità, alla pioggia, al tuono. Rappresenta l’albero del mondo che collega il cielo alla terra.

 

Ma come mai a questo strumento vengono attribuiti così tanti significati?

A ben vedere c’è un aspetto più “tecnico” che è interessante analizzare:

Alcune teorie sostengono che il battito del tamburo durante un rito sciamanico arriva a 4,5 battiti al secondo, ovvero 240/300 colpi al minuto, il che equivale a 7,2 Hertz. Questo valore di frequenza coincide con la risonanza Schumann cioè la frequenza alla quale risuona la terra, che è di 7,83 Hz.

 

Quindi lo stato di trance indotto in una seduta sciamanica, sarebbe dovuto, tra gli altri fattori, al combaciare di queste frequenze. L’ipotesi allora è che ci sia una sorta di collegamento con la terra.

 

Le nostre onde cerebrali infatti, hanno una componente di frequenza corrispondente alla risonanza di base della terra, che aumenta se sottoposta a uno stimolo come quello del ritmo ostinato e ripetitivo delle percussioni.

 

Anche se non ci sono dati empirici, è probabile che la variazione d’intensità e velocità del ritmo percussivo svolga un ruolo fondamentale per lo scatenamento della trance poiché, a quanto pare, l’intermittenza e la predominanza delle frequenze basse innescherebbe fenomeni di trascinamento (driving) delle onde cerebrali alpha, generando in tal modo una variazione nello stato di coscienza.

 

Nel caso dello sciamano, egli allora modula la musica per attuare cambiamenti nel suo stato interno, per quanto riguarda il “paziente” egli subisce l’effetto delle variazioni.

Ma non è solo la musica a causare la trance.

Il collegamento tra musica e stati alterati di coscienza dipende sia da fattori psicoacustici che da quelli culturali. In altre parole, se non si è appartenenti a quella specifica comunità o si è scettici al riguardo, sarà impossibile praticare il rituale. Infatti lo sciamano condivide un comune sistema di valori e credenze con la comunità di cui fa parte.

 

Un altro aspetto interessante è costituito dai canti composti dagli sciamani. Essi creavano delle composizioni vocali con parole sconosciute agli altri, persino ai suoi adepti. Il loro canto era diretto agli Dei e agli spiriti e quindi era a loro che lo sciamano si rivolgeva per aiutare le persone.

 

Nei rituali lo sciamano utilizza spessissimo versi vocali che imitano quelli degli animali e i suoni della natura, segno ancora una volta dell’indissolubile legame che questa cultura ha con la natura.

 

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Sitografia:

http://visionesciamanica.it/cose-lo-sciamanesimo/

http://www.nepalese.it/it/altridoc02

http://psiconautica.in/index.php/misticismo/11-sciamanesimo/868-la-trance-sciamanica

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