Il Songwrting in musicoterapia
La tecnica del songwriting, ovvero la scrittura di canzoni, è l’applicazione in ambito musicoterapico, di una prassi artistica che accompagna l’uomo da sempre
Un processo relazionale che prevede tipologie d’intervento, sia in ambito terapeutico che riabilitativo
Il songwriting cosi come noi lo intendiamo,ha avuto la sua più piena realizzazione con l’affermarsi sulle scene musicali dei cantautori, e in Italia questo “movimento” viene individuato negli anni 60 del Novecento.
Dai canti rituali pagani a quelli liturgici, dai trovatori ai cantastorie, dai cantautori fino alle star di youtube, le differenze sono moltissime, ma c’è un elemento che le accomuna: ovvero l’espressione delle emozioni, la manifestazione di un’interiorità, che se prima era prettamente collettiva adesso è specificamente individuale.
Sono cambiate le modalità espressive, le modalità esecutive, le destinazioni e le intenzioni del canto, ma il bisogno dell’uomo di esprimersi è rimasto intatto nel tempo. E non può essere che così.
Il songwriting allora è un ulteriore trasformazione di questa esigenza dell’individuo, ma applicata ad un contesto clinico, e il suo valore è ormai indubbiamente accertato dalla vasta letteratura del settore.
Anche da noi, in Italia il songwriting è entrato di diritto a far parte delle tecniche musicoterapiche, con il relativo diffondersi della letteratura di settore.
Come è facile immaginare, alla estesa diffusione di questo metodo corrisponde anche una grandissima quantità di metodologie di lavoro e svariati approcci, dipendenti anche dalla peculiarità del problema da affrontare.
Il songwriting è scrittura di canzoni la cui finalità non è quella, o non soltanto, di creare un opera d’arte o un prodotto creativo, bensì quella di dar vita a una lunga serie di effetti benefici sull’individuo che la sta utilizzando come tecnica.
Effetti benefici, ma non solo: anche liberatori, catartici, esplorativi, creativi, educativi.
Attraverso la scrittura di canzoni, il paziente ha la possibilità di accedere ad elementi inconsci di se, a zone del suo essere che non conosceva, ha la possibilità di rielaborare i propri vissuti rileggendoli da un’altra prospettiva e quindi accedere alla possibilità di una interpretazione più funzionale di questi, che gli permetta una migliore qualità della vita futura e ad un accettazione non traumatica o dolorosa di eventi spiacevoli.
Fattore di fondamentale importanza contenuto nella tecnica del songwriting è l’ascolto, e quindi la relazione tra terapista e paziente.
Come sappiamo questi sono gli elementi imprescindibili che costituiscono le basi di ogni tipo di relazione d’aiuto.
I suddetti effetti liberatori possono avere piena realizzazione soltanto in vista della certezza del paziente della totale assenza di giudizio da parte del terapista, e che quindi il primo possa esternare completamente i propri vissuti al secondo.
Non dimentichiamo che questo tipo di lavoro contiene in se anche un altro elemento di fondamentale importanza, in quanto indicatore degli stati interni di una persona: la voce. Quindi il paziente non solo lavorerà su di sé, aiutato in questo dal terapista, per ciò che riguarda la scrittura di eventi privati, ma sarà anche soggetto ad un ulteriore passaggio che ha a che fare con l’esposizione della propria intimità: il canto.
Un’altra possibilità offerta dal songwriting è quella di poter creare sempre nuove connessioni neuronali, inoltre l’aggiunta di un suono o il cambiamento di un arrangiamento, possono essere lo spunto per la creazione o modificazione di un immaginario letterario e viceversa.
I suggerimenti del terapista possono generare feedback positivi per la creazione di nuove strade concettuali e nuove mappe orientative e interpretative, la canzone inoltre avendo una forma conclusa dà un senso della forma e la percezione di inizio e fine, quindi un senso di raccoglimento e protezione.
Il benessere derivante da questa pratica non si limita soltanto alla canzone in sé ma danno il loro contributo anche elementi come: la drammatizzazione del testo, la sua esecuzione, la registrazione e il video della canzone, tutti elementi che implicano una rivalutazione della percezione di sé.
Nella relazione d’aiuto può essere lo strumento attraverso il quale il paziente può scoprire o riscoprire le proprie capacità artistico-creative: la capacità di suonare uno strumento, quella di scrivere canzoni appunto, di inventare storie cantate, di possedere magari una bella voce, di improvvisare melodie vocali o con lo strumento.
Un fattore che rende molto particolare questo tipo di approccio è il fatto che sia possibile riascoltare il lavoro svolto. Essendo la canzone riascoltabile, si ha una riproduzione non solo dell’opera ma dell’effetto benefico prodotto e di cui si è usufruito in corso d’opera. Con tutto il bagaglio annesso di ricordi e di vissuti.
Oltre a un aumento dell’autostima è evidente un miglioramento della posizione sociale del paziente e la rivalutazione del proprio ruolo in ambito familiare e sociale. Nondimeno favorisce l’inclusione in gruppo e la coesione di questo.
Anche le percezioni corporee, l’equilibrio, e tutto ciò che rientra nel concetto di propriocezione in generale ne trae beneficio.
Di grande valore è il suo utilizzo in ambito educativo e divulgativo: tramite le canzoni si può accedere più facilmente all’apprendimento dei concetti, si possono generare discussioni e dibattiti, esplorare preconcetti, migliorare la fruibilità di argomenti scientifici etc.
La scelta di specifiche armonie, accordi, arrangiamenti, ritmiche e scale, in accordo con il terapista o su suo suggerimento, saranno indicatori del lavoro svolto insieme, lavoro basato sulle peculiarità del paziente, quindi non tanto rivolgendo l’attenzione al parametro estetico, o non solo, ma individuando quegli elementi musicali che saranno più consoni a una più armonica esternazione dei vissuti, attraverso modalità esecutive non traumatiche o disturbanti. Essendo diverso ogni individuo dall’altro, sarà doveroso per il terapista captare, dai segnali dell’altro, le peculiarità di quello e quindi porle nella relazione in maniera rielaborata.
Come visto da questa breve panoramica, il campo d’applicazione del songwriting, è decisamente vasto. Nella letteratura clinica che se ne occupa, i terapisti hanno riscontrato ottimi risultati in vari settori come: soggetti con plurihandicap; pazienti affetti da ritardo mentale; con disturbi del comportamento; con handicap vari; con sindrome di down etc. ma non solo, in varie parti del mondo è stato applicato anche a pazienti affetti da malattie come: il cancro; malattie del sangue o sottoposte al trapianto di midollo; nel contesto delle cure palliative; per traumi cerebrali; con tossicodipendenti; in strutture per anziani e via dicendo.
Amedeo Martorana
Musicoterapeuta e Fondatore di Musica e Mente
Musica e Mente è il portale che si occupa di divulgare la musicoterapia e il rapporto fra musica e benessere, in Italia