Cos’è la cantoterapia

La Voce e’ una delle espressioni più importanti del nostro essere, finestra aperta davanti al mistero

La cantoterapia ha molteplici applicazioni su soggetti diversi anche in ambito clinico

La cantoterapia ha molteplici applicazioni su soggetti diversi anche in ambito clinico, e che diventa canale preferenziale per poter intervenire sugli aspetti considerati; in questo senso possiamo parlare di Anziani, Autismo, Malattie neurologiche, Alzheimer, Disagio psichico, ecc.

Fondamentalmente può essere considerata un’attività di aiuto, accomodamento o modificazione di uno stato psicofisico su molti stati dell’individuo agendo sulla natura fisiologica, emotiva e mentale, attraverso l’uso del canto o del suono intonato.

Considerando questo aspetto è possibile prendersi carico di ciò che apparentemente risulta non rilevante, ma evidente all’ascoltatore/osservatore, impedendo il fluire di una serie di elementi: emozioni, sentimenti, espressione comunicativa e verbale, coordinazione muscolare, aspetti fisici ed energetici.

Tutto questo permettere di agire su se stessi attraverso il corpo/emozione/voce e il suo ascolto, la sua percezione; la cantoterapia quindi, procede attraverso i contenuti portati dal soggetto e permette allo stesso di avviare ed attuare un processo di cambiamento con l’aiuto del cantoterapeuta.

In tutto questo dobbiamo considerare un’approccio olistico alla persona poiché siamo un’unico essere con molte qualità, armonie e disarmonie, definendoci con la nostra unicità; condizione che ci porta, per una normale legge di vita, a conservare questi tratti distintivi del nostro essere nonostante si desideri modificarli in meglio.

Si può trovare quindi una possibilità espressiva ed operatività individuale,

permettendo al cantore un nuovo modo di sentire e di ascoltarsi, agendo attivamente durante il canto

 

Perchè Cantare?

“Il corpo ascoltato si offre come uno spazio dai grandi contorni e come un tempio ricco di fruscii,

gorgoglii e soffi” Elisa Benassi

 

Cantare è un’azione che coinvolge tantissimi aspetti della persona; una canzone può

farci risuonare emotivamente, ricordarci momenti felici, farci stare bene.

Spesso il canto è manifestazione di gioia, allegria, tristezza, rabbia, ma più di tutte

una priorità che nasce da un bisogno interno, molto spesso non percepito e

riconosciuto dal soggetto, producendo tutta una serie di atteggiamenti fisiologici,

espressivi, relazionali, energetici di cui spesso non si è consapevoli.

Questi sedimentano e portano il “cantante” a riproporre lo schema acquisito a livello

di eredita’ biologica e durante la sua esperienza di vita.

Per una persona che si approccia allo studio del canto come attività performativa e

migliorativa, la modificazione di questi stati può essere considerata un progresso

delle capacita e competenze, portandolo a vivere nuove esperienze vibrazionali ed

applicazioni funzionali del sistema fonatorio nel corpo, e della percezione di se’

finalizzandole ad un uso specifico personale.

Il canto può essere anche un modo creativo di viversi, trovare nuove espressioni di

se’, un nuovo approccio ad affrontare vari aspetti della vita

Osservazione del soggetto durante l’atto vocale

“Se non vi accorgete dello splendore del sole e della bellezza delle campanule che sbocciano, forse

non siete pronti ad entrare in risonanza con le loro meravigliose vibrazioni. Se la vostra vibrazione

è questa, anche la vostra salute potrebbe essere compromessa” Masaru Emoto

 L’attenzione a questo aspetto, è una fase importante per l’operatore di cantoterapia, essa prevede un’ascolto ed un’osservazione attenta del soggetto nel suo complesso

per rilevare le specificità esterne ed interne. Esse possono essere modificabili per favorire un’attivazione ad un cambiamento della fonazione in termini qualitativi e per apportare benefìci.

Questo permette di valutare su quale piano prioritario è possibile favorire una

modificazione attiva di tensioni, blocchi emotivi, corporei e difficoltà di vario tipo In questa fase vengono presi in considerazione principalmente:

la respirazione, l’aspetto fonatorio caratteristico,

l’uso degli organi fonatori, l’aspetto corporeo,

il contenuto intrinseco della voce Verrà quindi considerato l’aspetto più rilevante su cui intervenire e programmare un personale percorso vocale/cantoterapeutico ai fini degli obiettivi cantoterapeutici condivisi.

 

Applicazioni pratiche

“La cantoterapia può diventare anche una lezione di canto, quando s’imparano tecniche prima

sconosciute, migliorando la qualità (..), la quantità (..) in rapporto alla capacità di modulazione

della propria voce” Mirella de Fonzo

 

Nella cantoterapia attraverso un’interesse del soggetto verso l’espressione cantata, costituita

da vari stimoli e motivazioni, si trova il trampolino di lancio per iniziare un processo

cantoterapeutico.

Il cantoterapeuta/insegnante, può favorire la modifica di vari stati: fisici, posturali,

muscolari, percettivi, esterni ed interni, l’accordo pneumofonico attraverso la respirazione e l’emissione del suono, la percezione e consapevolezza di stati fisici ed emotivi, le applicazioni ritmiche sul proprio stato fisiologico.

Ognuno di questi aspetti agisce in modo inconscio, intervenendo su modalità espressive esterne che a lungo andare, possono attivare una modifica della condizione della persona; il processo può essere avviato attraverso esercizi e pratiche di vario tipo.

Come si sa, il corpo ricorda, questo concetto porta a considerare che gli elementi proposti durante l’attività con il soggetto per attivare un miglioramento, subiranno una resistenza, rendendo il lavoro sulla voce un processo che ha delle variabili.

Verrà quindi considerato un percorso con tempistiche differenti, ma che sostanzialmente non prevedono tempi brevi: la modificazione di stati del soggetto ha bisogno di tempo, pazienza, applicazione e soprattutto costanza; non esistono pozioni magiche! In questo senso la volontà del soggetto ha una parte determinante di ogni cambiamento,

poiche senza di essa, non è possibile attivare nulla.

Effetti del canto

“Si giunge così, sotto l’aspetto delle capacità conoscitive, a scalfire alcuni dei misteri

dell’esistenza, a lambirli con stupita curiosità, ad inoltrarsi più fecondamente negli spazi segreti

che l’uomo, trasalendo, talora intuisce” Mario delli Ponti – Boris Luban – Plozza

 

L’onda sonora, materia in vibrazione nel creato, viaggia incontrando altra materia apportando modifiche sui corpi con caratteristiche diverse: questo concetto ci aiuta a

capire come l’onda sonora agisce su di noi.

Imparando ad ascoltare le nostre sensazioni riferite all’ascolto di un suono emesso o ricevuto, percepiamo come esso agisce su di noi e come ci fa sentire. Analizzando la voce umana a livello meccanico, abbiamo due componenti che la caratterizzano, le corde vocali in se stesse e l’aria che attraversandole le fa vibrare.

L’uomo ha imparato a gestire questo suono in modalità infinitamente diverse, per caratteristiche strutturali e implicazioni psicologiche, portando l’amplificazione del suono come un terzo elemento: esso risuona quindi su tutte le strutture connesse, mettendoli in vibrazione. Quando noi acquisiamo competenza e capacità nell’uso di questi elementi impariamo a usare in modo armonioso la voce interagendo con il nostro corpo e la nostra psiche ed apportando cambiamenti vibrazionali che intervengono a vari livelli: strutture

ossee, ghiandolari, cerebrali e neurocerebrali, attività respiratoria, modificazioni della pressione sanguigna, attività ed energia muscolare, modificazioni emotive e sensoriali, strutture ormonali, ecc.

Da qui in avanti, è tutto un viaggio da scoprire.

La capacità di sentire e usare pienamente tutte le parti separate ma interconnesse, del processo

vocale è ciò che determina la forza, la ricchezza e la flessibilità della voce….” Randall McClellan

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